La mostra fotografica “Lo sguardo altrove – Cento anni di emigrazione tra storia e memoria”, appartente al coordinamento regionale emiliano – romagnolo dell’Istituto Fernando Santi, dopo essere stata inaugurata a Bologna nel 1998, è diventata una mostra itinerante, ospitata in vari musei, istituti di cultura, centri dell’emigrazione sia in Italia che all’estero. La mostra tra foto, riproduzioni di documenti di viaggio ed altro materiale, è composta da oltre 450 immagini inserite in circa 150 pannelli di misura variabile (difficilmente potranno tutti essere esposti in uno stand 4X8) ed ha come fine prinicipale quello di ripercorrere le tappe dell’emigrazione italiana in generale, anche se molte delle foto hanno come soggetti principali l’emigrazione proveniente dall’Emilia Romagna.
L’idea di questa mostra fotografica e documentale nasce dalla consapevole necessità di non dispere nell’oblio, ma anzi di raccogliere e valorizzare quel patrimonio di esperienza, di sacrificio, di sentimenti e di vicende umane che in cento anni si è accumulato nella nostra storia. Il significato della mostra è infatti legato alla necessità di documentare un fenomeno senza retorica e senza indulgere al compiacimento artistico, per impedire che il trascorrere delle varie generazioni ne cancelli per sempre la memoria. Questa mostra, fatta di volti, di paesaggi, di immagini sfumate, di ricordi, a volte lieti, altre volte tristi, vuole essere anche un doveroso riconoscimento a chi, per le ragioni più svariate, ha dovuto, in diversi periodi, abbandonare il proprio paese per cercare rifugio, fortuna, lavoro all’estero.
Le fotografie ed i materiali presenti sono una testimonianza storica di momenti di vita familiare, di lavoro e di svago, di tentativi tenaci per cercare di mantenere usi e tradizioni della terra di origine, un legame quasi sempre necessario per sopravvivere ad una condizione molto spesso di solitudine, di nostalgia, di frustrazione. Gran parte delle immagini sono inedite e provengono da privati che, con grande generosità, hanno voluto contribuire al completamento di questa mostra prestando fotografie e materiali, documenti e testimonianze che conservavano gelosamente nei loro cassetti.
Ma obiettivo principale di questa mostra non è quello di essere una nostalgica retrospettiva di “come eravamo”, ma assume il senso di un richiamo di alto significato civile e politico. Le immagini e i materiali esposti e riprodotti vogliono ricordare a tutti il dramma dell’emigrazione e, al tempo stesso, essere un insegnamento a chi considera oggi una sventura l’ingresso di tanti immigrati nel nostro Paese. Le immagini contenute hanno infatti come scopo quello di spingere i visitatori, in particolare i giovani, a |