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DIJTU TEN |
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Il progetto, elaborato e presentato in collaborazione fra diversi organismi i quali condividono i medesimi principi, nasce all’interno di un cammino intrapreso da anni in Africa, che punta, in prima istanza, alla salvaguardia del diritto universale alla sopravvivenza ed allo sviluppo della dignità della persona nell’ambito della cooperazione e della solidarietà internazionale.
La Guinea Bissau è tra i 5 paesi più poveri del mondo. La conflittualità del passato (guerra per l’indipendenza, una delle più lunghe e sanguinose dell’Africa, terminata nel 1973, e il conflitto civile del 1998-1999) ha drammaticamente coinvolto la popolazione con distruzioni generalizzate cui non si è ancora posto rimedio: a tutt’oggi non si riescono a valorizzare risorse umane e naturali, che sarebbero, se ben utilizzate, tutt’altro che insufficienti. Il prolungarsi di una condizione di assoluta mancanza di infrastrutture e di opportunità di crescita, in termini di sviluppo umano, ha innescato un preoccupante circolo vizioso la cui conseguenza è un continuo aumento della povertà, nonostante i piani politici nazionali volti al miglioramento della condizione socio-economica della popolazione.
Il progetto prevede la realizzazione di un programma di alfabetizzazione dei giovani con particolare attenzione alle donne, nato dalle richieste esplicite della comunità cui si rivolge con la quale è stato pienamente concordato fin dalle prime fasi della ideazione. Nel corso delle missioni di fattibilità, iniziate nel 2005 e continuate nel 2006, si sono raccolte le istanze della popolazione di Kuyo, periferia della capitale Bissau, e si sono elaborate, con il concorso pieno della comunità, le linee programmatiche dell’intervento. La stessa popolazione, rappresentata dal “regolo” (capo-villaggio), ha messo a disposizione un terreno per la realizzazione delle attività del progetto. Uno dei risultati più significativi degli incontri comunitari per la definizione concordata delle iniziative è stata la decisione di costruire una condotta per risolvere il grave problema dell’approvvigionamento idrico: il villaggio attualmente non dispone di nessuna fonte d’acqua corrente e potabile, con tutte le limitazioni che ciò comporta in termini di igiene, di tutela della salute, di organizzazione delle attività domestiche e quotidiane.
Questa iniziativa si inserisce all’interno di un programma più ampio della durata di tre anni che prevede l’attivazione di un processo di formazione integrale della persona che, partendo dall’alfabetizzazione, proseguirà con la formazione professionale e il sostegno all’avvio di piccole attività produttive.
Per quel che concerne l’istruzione strictu sensu, e i metodi adottati per il suo conseguimento, è stata avviata una proficua collaborazione con il Ministero dell’Educazione della Guinea Bissau, il quale terrà in debita considerazione i risultati dell’intervento, fino a ritenerlo “progetto-pilota” nell’ambito dell’elaborazione di un piano nazionale di alfabetizzazione dei giovani e degli adulti.
Sempre nel corso delle missioni di prefattibilità e fattibilità infatti, sono stati avviati contatti e realizzati incontri con gli interlocutori istituzionali che, a vario titolo, sono interessati alle attività di educazione e formazione nel Paese: il Ministro dell’Educazione, il Segretario Generale del ministero dell’Educazione, il Direttore Generale dell’Alfabetizzazione, il Segretario di Stato della Cooperazione Internazionale (Ministero degli Affari Esteri guineiano), il Direttore Generale della Cooperazione Internazionale, il Responsabile del Volontariato Ufficio UNV di Bissau, il Vescovo di Bissau. In tutti questi incontri è emersa |
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SCHEDA PROGETTO |
| Presentato presso |
Comune di Roma |
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| Avviso |
Proposta di intervento di cooperazione decentrata per l'anno 2006 per la concessione dei contributi previsti dal Comune di Roma. |
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| Scadenza |
30 dicembre 2006 |
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| Enti partners |
Associazione Sol Mansi
AMIC ONG
Associazione "Il Tetto"
Sesto Continente |
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| Luogo di attività |
| Guinea Bissau |
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| Beneficiari |
| Giovani di Kuyu |
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| Costo del progetto |
| Euro 60.275,25 |
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| Contributo richiesto |
| Euro 30.100,00 |
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STATO AVANZAMENTO |
Attesa esito valutazione |
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l’importanza fondamentale di programmi educativi e formativi, centrati su azioni coordinate che comprendano, oltre all’alfabetizzazione anche l’apprendimento di una professionalità e che permettano l’avvio di piccole attività produttive e l’inserimento dei beneficiari nel mondo del lavoro.
Una delle principali peculiarità del programma è il rafforzamento di una ideale partecipazione ad una comunità globale favorendo la nascita di un rapporto di rispetto tra soggetti appartenenti alla comunità cittadina del comune di Roma, da una parte, e, dall’altra, alla società civile di Bissau e della Guinea Bissau.
Per questo l’iniziativa pone l’attenzione su aspetti legati alla comunicazione e agli “scambi” e si propone la creazione di strumenti relazionali che permettano un dialogo efficace con chi, dalla città di Roma, vuole esprimere solidarietà a una popolazione reduce da anni di guerra e che, a causa dell’assenza di un apparato statuale in grado di fornire infrastrutture e servizi, non vede garantito l’accesso all’istruzione, all’informazione, oltre che al lavoro, alla tutela della salute, all’uso adeguato delle risorse.
In Italia il progetto si realizzerà, in collaborazione con IL TETTO Onlus e l’associazione Sesto Continente, attraverso delle attività di informazione/formazione, con lo scopo di fornire un quadro quanto più chiaro e completo della realtà guineana agli studenti delle scuole e delle associazioni di giovani della città di Roma coinvolti nelle iniziative di sensibilizzazione e di istituire un programma di “scambi” fra le scolaresche romane e quelle guineane. Le stesse attività di sensibilizzazione e di interscambio si realizzeranno poi in primis anche con i giovani coinvolti quotidianamente nelle attività dell’Associazione IL TETTO Onlus (cfr.allegati) e giovani in “semiautonomia”, e inoltre anche con diverse Associazioni, gruppi giovanili e scout del territorio romano.
L’esecuzione del progetto in loco sarà, invece, curata dall’Associazione italo-guineana SOL MANSI, dalla cui esperienza diretta sul territorio - condivisa con ENGIM - è maturata l’idea progettuale, e dalla ONG locale AMIC, da anni impegnata in programmi educativi e nella tutela dei diritti dei bambini, che ha messo a disposizione il suo staff locale per il coordinamento delle attività.
L’area di intervento del progetto “DIJTU TEN” è caratterizzata da una forte povertà socio-economica; la stragrande maggioranza della popolazione dipende da un’economia di sussistenza basata sull’agricoltura.
Il territorio di Bissau è un’area in cui sia ENGIM, sia i suoi partners, svolgono le proprie attività da anni e dove il lavoro svolto – segnaliamo peraltro che le prime attività del progetto sono state avviate nello scorso agosto – rappresenta un’importante fase propedeutica per l’attuazione dell’iniziativa presente. La forte presenza sul territorio e il valore delle esperienze accumulate, da ENGIM e dai suoi partners, garantiranno dal rischio di dispersione di forze e di costi e costituiranno un forte stimolo alla sostenibilità dell’iniziativa. |
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