Questa lettura mi
ha spinto a scrivere il presente testamento.
Non lascio dietro di me alcuna proprietà di cui sia necessario disporre.
Quanto alle cose di uso quotidiano che mi servivano, chiedo di distribuirle come
apparirà opportuno. Gli appunti personali siano bruciati. Chiedo che su
questo vigili don Stanislao, che ringrazio per la collaborazione e l'aiuto così prolungato
negli anni e così comprensivo. Tutti gli altri ringraziamenti invece,
li lascio nel cuore davanti a Dio stesso, perché è difficile
esprimerli.
Per quanto riguarda il funerale, ripeto le stesse disposizioni, che ha dato il
Santo Padre Paolo VI. (qui nota al margine: il sepolcro nella terra, non in un
sarcofago, 13.3.92).
"apud Dominum misericordia et copiosa apud Eum redemptio" Giovanni
Paolo pp. II. |
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| SECONDA PARTE |
Roma, 6.III.1979
Dopo la morte chiedo
Sante Messe e preghiere. |
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| TERZA PARTE |
Esprimo la più profonda fiducia
che, malgrado tutta la mia debolezza, il Signore mi concederà ogni
grazia necessaria per affrontare secondo la Sua volontà qualsiasi
compito, prova e sofferenza che vorrà richiedere
dal Suo servo, nel corso della vita. Ho anche fiducia
che non permetterà mai che, mediante qualche
mio atteggiamento: parole, opere o omissioni, possa
tradire i miei obblighi in questa santa Sede Petrina. |
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| QUARTA PARTE |
24.II - 1.III.1980
Anche durante questi
esercizi spirituali ho riflettuto sulla verità del
Sacerdozio di Cristo nella prospettiva di quel Transito
che per ognuno di noi è il momento della propria
morte. Del congedo da questo mondo - per nascere all'altro,
al mondo futuro, segno eloquente (aggiunto sopra: decisivo) è per
noi la Risurrezione di Cristo.
Ho letto dunque la registrazione del mio testamento
dell'ultimo anno, fatta anch'essa durante gli esercizi
spirituali - l'ho paragonata con il testamento del
mio grande Predecessore e Padre Paolo VI, con quella
sublime testimonianza sulla morte di un cristiano e
di un papa - e ho rinnovato in me la coscienza delle
questioni, alle quali si riferisce la registrazione
del 6.III.1979 preparata da me (in modo piuttosto provvisorio).
Oggi desidero aggiungere ad essa solo questo, che
ognuno deve tener presente la prospettiva della morte.
E deve esser pronto a presentarsi davanti al Signore
e al Giudice - e contemporaneamente Redentore e Padre.
Allora anche io prendo in considerazione questo continuamente,
affidando quel momento decisivo alla Madre di Cristo
e della Chiesa - alla Madre della mia speranza.
I
tempi, nei quali viviamo, sono indicibilmente difficili
e inquieti. Difficile e tesa è diventata
anche la via della Chiesa, prova caratteristica di
questi tempi - tanto per i Fedeli, quanto per i Pastori.
In alcuni Paesi (come p.e. in quello di cui ho letto
durante gli esercizi spirituali), la Chiesa si trova
in un periodo di persecuzione tale, da non essere
inferiore a quelle dei primi secoli, anzi li supera
per il grado della spietatezza e dell'odio. Sanguis
martyrum - semen christianorum. E oltre questo -
tante persone scompaiono innocentemente, anche in
questo Paese in cui viviamo...
Desidero ancora una
volta totalmente affidarmi alla grazia del Signore.
Egli stesso deciderà quando
e come devo finire la mia vita terrena e il ministero
pastorale. Nella vita e nella morte Totus Tuus mediante
l'Immacolata. Accettando già ora questa morte,
spero che il Cristo mi dia la grazia per l'ultimo
passaggio, cioè la mia Pasqua. Spero anche
che la renda utile anche per questa più importante
causa alla quale cerco di servire: la salvezza degli
uomini, la salvaguardia della famiglia umana, e in
essa di tutte le nazioni e dei popoli (tra essi mi
rivolgo anche in modo particolare alla mia Patria
terrena), utile per le persone che in modo particolare
mi ha affidato, per la questione della Chiesa, per
la gloria dello stesso Dio.
Non desidero aggiungere niente a quello che ho scritto un anno fa - solo esprimere
questa prontezza e contemporaneamente
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questa fiducia,
alla quale i presenti esercizi spirituali di nuovo
mi hanno disposto. |
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| QUINTA PARTE |
Totus Tuus ego sum
5.III.1982
Nel corso degli esercizi spirituali di quest'anno ho letto (più volte)
il testo del testamento del 6.III.1979.
Malgrado che tuttora lo consideri come provvisorio (non definitivo),
lo lascio nella forma nella quale esiste. Non cambio (per ora) niente,
e neppure aggiungo, per quanto riguarda le disposizioni in esso contenute.
L'attentato alla mia vita il 13.V.1981 in qualche modo ha confermato
l'esattezza delle parole scritte nel periodo degli esercizi spirituali
del 1980 (24.II - 1.III) Tanto più profondamente sento che mi
trovo totalmente nelle Mani di Dio - e resto continuamente a disposizione
del mio Signore, affidandomi a Lui nella Sua Immacolata Madre (Totus
Tuus) Giovanni Paolo pp. II. |
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| SESTA PARTE |
5.III.82
In connessione con l'ultima frase del mio testamento del 6.III 1979 (Sul
luogo, il luogo cioè del funerale, decida il Collegio Cardinalizio
e i Connazionali") - chiarisco che ho in mente: il metropolita
di Cracovia o il Consiglio Generale dell'Episcopato della Polonia
- al Collegio Cardinalizio chiedo intanto di soddisfare in quanto
possibile le eventuali domande dei su elencati. |
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| SETTIMA PARTE |
1.III.1985 (nel
corso degli esercizi spirituali).
Ancora per quanto riguarda l'espressione "Collegio Cardinalizio
e i Connazionali": il "Collegio Cardinalizio" non ha nessun
obbligo di interpellare su questo argomento "i Connazionali";
può tuttavia farlo, se per qualche motivo lo riterrà giusto.
JPII. |
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| OTTAVA PARTE |
| 1. Quando nel giorno 16 ottobre 1978
il conclave dei cardinali scelse Giovanni Paolo II,
il Primate della Polonia Card. Stefan Wyszynski mi
disse: "Il compito del nuovo papa sarà di
introdurre la Chiesa nel Terzo Millennio".
Non so se ripeto esattamente la frase, ma almeno tale era il senso di
ciò che allora sentii. Lo disse l'Uomo che è passato alla
storia come Primate del Millennio. Un grande Primate. Sono stato testimone
della sua missione, del Suo totale affidamento.
Delle Sue lotte: della Sua vittoria. "La vittoria, quando avverrà,
sarà una vittoria mediante Maria" - queste parole del suo
Predecessore, il card. August Hlond, soleva ripetere il Primate del Millennio.
In questo modo sono stato in qualche maniera preparato al compito che
il giorno 16 ottobre 1978 si è presentato davanti a me. Nel momento
in cui scrivo queste parole, l'Anno giubilare del 2000 è già una
realtà in atto. La notte del 24 dicembre 1999 è stata aperta
la simbolica Porta del Grande Giubileo nella Basilica di San Pietro,
in seguito quella di San Giovanni in Laterano, poi di Santa Maria Maggiore
- a capodanno, e il giorno 19 gennaio la Porta della Basilica di San
Paolo "fuori le mura". Quest'ultimo avvenimento, per via del
suo carattere ecumenico, è restato impresso nella memoria in modo
particolare.
2. A misura che l'Anno Giubilare 2000 va avanti, di giorno in giorno
si chiude dietro di noi il secolo ventesimo e si apre il secolo ventunesimo.
Secondo i disegni della Provvidenza mi è stato dato di vivere
nel difficile secolo che se ne sta andando nel passato, e ora nell'anno
in cui l'età della mia vita giunge agli anni ottanta ("octogesima
adveniens"), bisogna domandarsi se non sia il tempo di ripetere
con il biblico Simeone "Nunc dimittis".
Nel giorno del 13 maggio 1981, il giorno dell'attentato al Papa durante
l'udienza generale in Piazza San Pietro, la Divina Provvidenza mi ha
salvato in modo miracoloso dalla morte. Colui che è unico Signore
della vita e della morte Lui stesso mi ha prolungato questa vita, in
un certo modo me l'ha donata di nuovo. Da questo
momento essa ancora di più appartiene a Lui.
Spero che Egli mi aiuterà a riconoscere fino a quando devo continuare
questo servizio, al quale mi ha chiamato nel giorno 16 ottobre 1978. Gli chiedo
di volermi richiamare quando Egli stesso |
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vorrà.
"Nella vita e nella morte apparteniamo al Signore... siamo del Signore" (cf.
Rm 14, 8). Spero anche che fino a quando mi sarà donato di compiere il
servizio Petrino nella Chiesa, la Misericordia di Dio voglia prestarmi le forze
necessarie per questo servizio.
3. Come ogni anno durante gli esercizi spirituali ho letto il mio testamento
del 6.III.1979. Continuo a mantenere le disposizioni contenute in esso.
Quello che allora, e anche durante i successivi esercizi spirituali è stato
aggiunto costituisce un riflesso della difficile e tesa situazione generale,
che ha marcato gli anni ottanta.
Dall'autunno dell'anno 1989 questa situazione è cambiata.
L'ultimo decennio del secolo passato è stato libero dalle precedenti
tensioni; ciò non significa che non abbia portato con sè nuovi
problemi e difficoltà. In modo particolare sia lode alla Provvidenza
Divina per questo, che il periodo della così detta "guerra
fredda" è finito senza il violento conflitto nucleare, di
cui pesava sul mondo il pericolo nel periodo precedente.
4. Stando sulla soglia del terzo millennio "in medio Ecclesiae",
desidero ancora una volta esprimere gratitudine allo Spirito Santo per
il grande dono del Concilio Vaticano II, al quale insieme con l'intera
Chiesa - e soprattutto con l'intero episcopato - mi sento debitore. Sono
convinto che ancora a lungo sarà dato alle nuove generazioni di
attingere alle ricchezze che questo Concilio del XX secolo ci ha elargito.
Come vescovo che ha partecipato all'evento conciliare dal primo all'ultimo
giorno, desidero affidare questo grande patrimonio a tutti coloro che
sono e saranno in futuro chiamati a realizzarlo. Per parte mia ringrazio
l'eterno Pastore che mi ha permesso di servire questa grandissima causa
nel corso di tutti gli anni del mio pontificato.
"In medio Ecclesiae"... dai primi anni del servizio vescovile - appunto
grazie al Concilio - mi è stato dato di sperimentare la fraterna comunione
dell'Episcopato. Come sacerdote dell'Arcidiocesi di Cracovia avevo sperimentato
che cosa fosse la fraterna comunione del presbiterio - il Concilio ha aperto
una nuova dimensione di questa esperienza.
5. Quante persone dovrei qui elencare! Probabilmente il Signore Dio ha
chiamato a Sè la maggioranza di esse - quanto a coloro che ancora
si trovano da questa parte, le parole di questo testamento li ricordino,
tutti e dappertutto, dovunque si trovino.
Nel corso di più di vent'anni da cui svolgo il servizio Petrino "in
medio Ecclesiae" ho sperimentato la benevola e quanto mai feconda
collaborazione di tanti Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, tanti sacerdoti,
tante persone consacrate - Fratelli e Sorelle - infine di tantissime
persone laiche, nell'ambiente curiale, nel Vicariato della Diocesi di
Roma, nonchè fuori di questi ambienti.
Come non abbracciare con grata memoria tutti gli Episcopati nel mondo,
con i quali mi sono incontrato nel succedersi delle visite "ad limina
Apostolorum"! Come non ricordare anche tanti Fratelli cristiani
- non cattolici! E il rabbino di Roma e così numerosi rappresentanti
delle religioni non cristiane! E quanti rappresentanti del mondo della
cultura, della scienza, della politica, dei mezzi di comunicazione sociale!
6. A misura che si avvicina il limite della mia vita terrena ritorno
con la memoria all'inizio, ai miei Genitori, al Fratello e alla Sorella
(che non ho conosciuto, perchè morì prima della mia nascita),
alla parrocchia di Wadowice, dove sono stato battezzato, a quella città del
mio amore, ai coetanei, compagne e compagni della scuola elementare,
del ginnasio, dell'università, fino ai tempi dell'occupazione,
quando lavorai come operaio, e in seguito alla parrocchia di Niegowi",
a quella cracoviana di S. Floriano, alla pastorale degli accademici,
all'ambiente... a tutti gli ambienti... a Cracovia e a Roma... alle persone
che in modo speciale mi sono state affidate dal Signore. |
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A tutti voglio dire
uno sola cosa: "Dio vi ricompensi".
"In manus Tuas, Domine, commendo spiritum meum" A.D. 17.III.2000. |
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| 7 aprile 2005 |
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