Sono fitte
di impegni le giornate di Federico, 25 anni, studente di
Giurisprudenza a Roma, volontario internazionale in Albania,
a Fier, città di 70 mila abitanti nella zona meridionale
del Paese, è il responsabile dei progetti di cooperazione
allo sviluppo dell'Engim, l'organizzazione non governativa
dei Giuseppini del Murialdo.
Dalla scorsa primavera è in pianta stabile nel "Paese delle aquile".
E' andato per seguire i progetti di reinserimento sociale dei minori rimpatriati
a seguito di provvedimenti dell'autorità giudiziaria, ma alla fine ha
dovuto fare i conti con le complesse attività realizzate in Albania dalla
comunità dei Giuseppini. Eccolo allora impegnato nelle attività di
oratorio, nell'organizzazione dei campeggi al mare, nella gestione della scuola
professionale o nel sostegno alle famiglie in difficoltà tramite progetti
di microimprenditoria.
"E' impossibile occuparsi dei giovani senza prendersi cura di tutto il mondo
che ruota intorno a loro, dall'educazione al lavoro, dalle amicizie al tempo
libero, dallo sport alle attività culturali. - spiega al telefono - Quando
fai questo genere di lavoro non puoi pretendere di occuparti solo delle tue mansioni.
Ogni giorno proviamo a preparare un programma di lavoro - racconta
- ma ci scontriamo continuamente con
emergenze di vario ti- |
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po: oggi si va
ad incontrare un ministro o un rappresentante
delle organizzazioni internazionali, domani si sta
sulla strada con un ragazzo che chiede l'elemosina
oppure si va a visitare una famiglia alla quale hanno
rapito la figlia".
La notizia del rapimento delle due colleghe in Iraq
provoca dolore, ma non genera sorpresa. Sa che il loro
lavoro può essere pericoloso. Due anni fa, a
Tirana, un missionario Giuseppino è stato ucciso da un giovane aizzato
contro il sacerdote da un uomo che mirava ad impadronirsi della sua casa. Ma
i pericoli sono messi in conto: "Dall'istante in cui si mette piede in
questa terra aspra - confessa - insieme alla valigia è facile smarrire
anche i buoni propositi che si
portano da casa. Ma finora ha sempre prevalso la gioia
di servire, il desiderio di essere vicini agli uomini
e a |
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Cristo".
Federico Filipponi, insieme ad altri volontari, una missionaria laica e due sacerdoti
guidati da padre Carmelo Prestipino, lavora nel "Centro Sociale Murialdo",
una struttura avviata dai Giuseppini nel 1994. In essa sono presenti una scuola
di formazione professionale ed un centro di aggregazione giovanile, che dalla
mattina alla sera brulica di ragazzi.
"L'obiettivo più importante è la lotta alla devianza minorile
- precisa Federico - che cerchiamo di sconfiggere con un lavoro globale intorno
ai giovani, per promuoverne la formazione umana e spirituale. E' un lavoro faticoso,
che richiede tempo ed energie, ma che è anche molto gratificante. I ragazzi
che dalla strada entrano in una bottega artigiana, che conseguono un diploma
di scuola elementare, che giocano insieme, che vedono per la prima volta che
cosa c'è fuori dal loro villaggio, sono cose che ripagano di tutto".
"A questo lavoro ci si deve accostare con umiltà e spirito di servizio
- chiude Federico - perché una volta tornati a casa, ci si accorge sempre
che ciò che si è ricevuto è infinitamente più grande
di quello che si è donato".
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di
Massimo Angeli
da "L'Avvenire" del 15.09.2004 |
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