Torna alla Homepage Torna alla Homepage Dove siamo
 
   
 
Sostieni Sesto Continente
 
 
CONTINENTE.ORG
Cerca nel sito
Imposta come Home
Segnala questo sito
Commenti e proposte
Dove siamo
 
Webmaster: Linfa
 
 
 
NUMERO 4
8 LUGLIO 2004
 
 
LA NUOVA EMIGRAZIONE
 

Sono milioni i cittadini italiani o di origine italiana sparsi per il mondo, figli di un fenomeno migratorio di proporzioni bibliche. L'Italia, non a caso, è infatti l'unico Paese al mondo ad avere isituito un ministero apposito.
Studi più o meno recenti hanno stabilito che non esiste famiglia italiana, soprattutto nel meridione, che non abbia avuto al suo interno un emigrato.
Le immagini delle valigie di cartone, delle banchine ferroviare o dei piroscafi stracarichi di povera gente ammassata, sono diventate patrimonio della nostra storia. Quella storia che troppo spesso, però, si dimentica o si trascura, cercando di voltarsi da una parte, tentando di far finta di convincersi che non sia mai esistita, che sia poco più di una favola, di uno di quei racconti, tra fantasia e realtà, che i nonni raccontano ai nipoti.
Ancora oggi il numero dei cittadini italiani che risiedono all'estero è maggiore di quello degli stranieri che vivono nel nostro Paese.
Eppure, studi recenti stanno mettendo in luce ed analizzando, proprio in quest'ultimo periodo, una nuova ondata di emigrati italiani che, anche se non paragonabile sotto il profilo della consistenza numerica a quelle del passato, è preoccupante, invece, per quanto riguarda la qualità dei cittadini che lasciano il nostro Paese.
Il nuovo fenomeno migratorio italiano, infatti, riguarda soprattutto giovani, laureati, ricercatori e professionisti che non trovano spazi o sbocchi lavorativi adeguati nel nostro Paese.
Sono partiti i soliti servizi giornalistici, i soliti commenti di politici e di esperti, le consuete ricerche supplementari per scomporre, analizzare, rendere scientifico

 
     
Emigrati italiani
     
il dato già appreso.
Eppure, tra le tante ricerche statistiche che vengono fatte in Italia, nessuna mai, ha, a nostro parere, colpito nel segno.
Non è mai stata ancora fatta, infatti, una ricerca che indaghi sulla mobilità sociale nella civiltà italiana, o meglio, in questo caso, sulla immobilità sociale che strangola il nostro Paese.
Sembra che si sia tornati nel medioevo. I figli degli avvocati fanno gli avvocati, quelli dei medici ereditano lo studio, i professori universari, i magistrati, i notai, hanno tutti lo stesso cognome. Persino la maggior parte degli amministratori politici sono discendenti di altri politici.
Il fenomeno è impressionante e preoccupante. Ecco, allora, che gli elementi validi della nostra società, che magari non hanno la fortuna di essere nati in una famiglia di professionisti, sono costretti o scelgono di andare all'estero,
 
dove contano molto di più le capacità dei singoli, piuttosto che le raccomandazioni.
Ecco, allora, che scopriamo, quasi cadendo dalle nuvole, che alcune delle più importanti scoperte scientifiche degli ultimi anni sono state fatte da ricercatori italiani che lavorano all'estero, a volte, letteralmente cacciati dalle università italiane perché non possedevano il cognome giusto.
Non sappiamo se ci sia un rimedio a tutto questo, probabilmente sì, ma purtroppo non si riuscirà mai a trovare se, prima di tutto, i grandi esperti che riempiono gli schermi televisivi o le pagine dei giornali, non prenderanno coscienza che il fenomeno da considerare non è quello di una nuova emigrazione, ma quello, estremamente più grave, di un nuovo immobilismo sociale e di una società, quella italiana, divisa nuovamente in caste.
   
 
Sesto Continente CopyrightWebmaster: Linfa