Questo
spazio, "Ad Limina Orbis", verso i
margini del mondo, che vede il suo primo numero proprio
in concomitanza con l'attivazione del nostro sito, vuole
rappresentare un appuntamento mensile, un momento dedicato
alla riflessione ed all'approfondimento sulle ragioni,
le tematiche e le esperienze che come individui e come
gruppo ci hanno portato a creare e ci spingono a proseguire
in questa associazione.
Delle pagine, però, dove si possano anche fermare e cristallizare appunti,
commenti, critiche e proposte da condividere con gli altri. Una voce flebile
flebile, ma una voce in più, attraverso la quale comunicare e condividere
informazioni su quello che ci accade intorno, dove proiettare uno sguardo attento
e consapevole verso l'esterno.
Uno sguardo rivolto soprattutto, come rappresenta il titolo della rubrica, verso
i margini ed i confini del mondo e della società, dove troppo spesso non
battono i riflettori dei grandi media. Un'attenzione rivolta soprattutto verso
luoghi, eventi, popoli e personaggi che, ancora più grave, vengono richiamati
soltanto per citare eventi catastrofici o negativi.
Sono queste, in fondo, anche le motivazioni che ci hanno portato a creare questa
associazione, che non è e non vuole essere soltanto un pezzo di carta
pieno di timbri e di firme, ma una comunità viva e dinamica, composta
da giovani che, consapevoli delle proprie origini e della propria identità,
vogliono promuovere, attraverso azioni culturali, ricreative o di volontariato,
una coscienza verso i problemi che riguardano il nostro mondo e l'interazione
tra le diverse cultu- |
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re,
partendo proprio dalla reltà che viviamo quotidianamente.
Una comunità, quindi, con uno spirito proprio, che non è una semplice
somma di quello degli individui che la compongono, ma rappresenta qualcosa in
più, una sintesi fraterna che si nutre delle esperienze, delle sensazioni,
delle aspirazioni e degli ideali dei suoi componenti.
Un Sesto Continente composto da individui fermamente convinti che solo stimolando
tra i giovani un approccio a culture e stili di vita diversi dai propri, attraverso
una prassi costante al confronto ed al dialogo privo di pregiudizi, si possano
trasformare le incomprensioni e le diffidenze di oggi, in arricchimento ed opportunità per
la società del domani, una |
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società multiculturale,
che non deve tradire o bollare come "provinciale" la
propria identità, ma aprirsi e trovare stimoli
per migliorarsi e progredire, in una sintesi tanto proficua
quanto inevitabile.
Un insieme di individui, un'associazione, una comunità che hanno fatto
proprio, sin dall'inizio, uno slogan tanto semplice quanto impegnativo: "Essere
straordinari nell'ordinario". Non sappiamo quale sia il senso più autentico
ed esatto da attribuire a questa frase, ma sappiamo, sicuramente, cosa queste
quattro parole significano per noi, per le nostre attività e per il
nostro impegno.
Significano innanzitutto un impegno attento e costante verso le minime cose,
quelle cose semplici ed umili, quasi banali, che spesso trascuriamo, ma che compongono
la maggior parte della nostra esistenza. Un'attenzione rivolta non solo verso
un orizzonte lontano, ma, prima di tutto, verso noi stessi e quello che ci circonda,
dai rapporti personali, con gli amici, con i vicini, con i compagni di scuola,
fino agli estranei.
Significa, concludendo, tentare sempre di superare gli ostacoli, sentire costantemente
un senso di inappagabile inquietudine che ci spinge verso un Sesto Continente,
un continente dove la personalità dell'uomo, di ogni uomo, sia superiore
a qualsiasi meccanismo sociale od economico. Un utopico continente dove il bisogno
di effettiva fraternità, insito in ciascuno di noi, trovi lo slancio
ed il coraggio per liberarsi dalla ristretta cerchia di amici o parenti, nella
quale lo abbiamo rinchiuso, ed evada per unirsifinalmente con quello del nostro
prossimo. |